Troppo spesso ci si sofferma a valutare i propri progressi, in termini di dimagrimento, in base al responso della bilancia, ma non sempre quello che indica corrisponde a ciò che vorremmo.

Il nostro aspetto anziché essere migliorato, talvolta potrebbe risultare peggiorato.

La spiegazione è semplice.

Per dimagrimento si intende perdita di grasso, ma perdere peso, non è sinonimo di perdita di grasso. Quindi, vi starete chiedendo cosa si perde, quando pesate meno, ma il grasso è rimasto invariato. Avete perso muscolo o liquidi, che non sempre appartengono ai compartimenti della ritenzione extracellulare. Ciò avviene quando ci si sottopone a diete troppo restrittive.

Per comprendere meglio, il danno metabolico al quale andiamo incontro, ci basta pensare che il muscolo è l’unico tessuto in grado di utilizzare il grasso come fonte energetica, da qui si evince facilmente che una volta instaurato questo processo, appena si ritorna ad un’alimentazione normale, si ingrasserà più facilmente e velocemente.

Ecco perché è più importante strutturare un percorso in grado di mantenere intatta la nostra massa muscolare o possibilmente aumentarla, per poi contemporaneamente, perdere quanto più grasso possibile.

Esistono vari sistemi di valutazione sia tecnici, ad esempio la Bioimpedenziometria o la plicometria, che molto più pragmatici….una taglia in meno con lo stesso peso.

L’armonia della propria figura non è data dai chili complessivi, ma dalla ripartizione equa del nostro peso in termini di percentuali di massa magra e massa grassa.

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